John Fante – La confraternita dell’uva

Un libro tanto bello che fa incazzare. Per non averlo letto prima. E dire che pensavo di avere svuotato lo scaffale a suo tempo, ma non si sa come questo mi era sfuggito: non c’è solo Bandini a questo mondo. Ed è bello scoprirlo. Per fortuna che c’è una moglie che ci pensa: quando si va in libreria io giro per ore e non trovo nulla, poi a casa attingo a piene mani dai titoli altrui. Si, sono pigro, ma d’altra parte c’è chi sceglie meglio di me…

La prefazione di Capossela è la ciliegina su una gran bella torta. Nella mia somma ignoranza non sapevo che da questo libro fosse nata l’ispirazione per uno dei pezzi più belli dello stralunato Vinicio (Accolita di Rancorosi), ma fa uno strano effetto capire alla fine chi sia quello Joe Zarlingo che fa le carte.

Fa anche specie vedere come possono passare oceani e generazioni, ma intanto noi italiani siamo sempre mammoni (e spesso anche mammacchioni). Magari a modo nostro, ma mammoni. Altamente consigliato, e in qualche modo catartico.

P.S: parlando di Capossela, sul sito di Radio tre c’è questa chicca molto interessante e quasi ipnotica. Continuo a preferire il Vinicio canterino, ma anche il Capossela scrittore (e soprattutto lettore) non è per niente male.

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