Alessandro Baricco – Omero, Iliade

Se mi serviva un’ulteriore riprova che i classici vanno fatti leggere con moderazione durante l’adolescenza, questo libro mi ha definitivamente convinto. Baricco mette in prosa una traduzione moderna dell’Iliade, testo che ho discretamente odiato durante il ginnasio al punto che di fatto mi limitavo a sapere che parlava della guerra di Troia e che a un certo punto c’entrava il cavallo di legno. Forse ma forse mi ricordavo qualcosa su Achille, Ettore e Patroclo, ma allo stesso modo in cui ricordo che in greco ci sono l’aoristo e il duale o che l’orbitale P2 ha la forma di una scamorza (o era il P1? Giusto per fare capire a quale livello si studia scienze al liceo). Però sono tuttora in grado di recitare a memoria e in greco le prime righe dell’Encomio di Elena che mi ero preparato per la maturità: direi che è un evidente indizio di arteriosclerosi incipiente.

Oh, d’altra parte io sono sempre stato per il massimo risultato con il minimo sforzo: dopo che avevo capito che il professore di italiano non aveva cuore di interrogare la gente su Dante, ho pensato bene di toglierlo dall’imbarazzo e andare volontario per tutto il liceo sulla Divina Commedia. Complice la sua lentezza, da una interrogazione all’altra avevo al massimo uno o due canti da preparare, e a momenti ne sapevo più io di lui: una buona memoria e una discreta faccia da culo facevano il resto, e mi conquistavo il mio sette e mezzo declamando a memoria terzine dantesche. A tutto c’è un contrappasso però: non chiedetemi cosa sia successo nella letteratura italiana dopo l’Ariosto: nonostante la maturità classica, penso che confonderei con leggerezza non solo Pascoli e Carducci, ma probabilmente anche Cecco Angiolieri e Moravia.

Ma torniamo al libro: ben scritto, anche se come per tutti gli autori “televisivi” nel leggerlo ti figuri Baricco a leggerlo alla sua maniera affettata, il che comporta una certa sensazione di fastidio. Sulla storia c’è poco da dire, è immortale quanto basta, e Baricco ne evidenzia alcuni punti estremamente interessanti e che fanno pensare. Come minimo, direi che “Omero, Iliade” dovrebbe diventare una alternativa ufficiale al bignami di turno, ma se si vuole capire perché a distanza di millenni stiamo ancora leggendo i versi di un vecchio greco cieco, beh, il libro di Baricco è un ottima risposta.

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