Medal maledetta…

Oggi ho avuto la mia prima esperienza medal in una garetta a quattro in quel di Tolcinasco, insieme ad alcuni amici del forum di lezionidigolf.it. Ottima compagnia, tempo tutto sommato clemente, campo un po’ pesante. Ma, porca paletta, quanto è dura giocare medal: rivoglio le mie X!

Oh, d’altro canto uscire dalla prima volta in cui si contano tutti i colpi con 108, che fa esattamente il mio handicap (senza contare che il campo mi dava quattro colpi in più, quindi ai fini dell’hcp ho giocato -4), non dovrebbe essere poi così male. Il problema è che al tee della buca 17 i colpi erano… 88.

Segue la ricetta per fare venti colpi in sole due buche e garantire buone dosi di risate in club house per qualche settimana. E’ sufficiente al par 3 della diciassettesima buca, ossia la 8 del percorso giallo di Tolcinasco, seguire la seguente strategia vincente:

  • tee shot: tirare il primo e unico toppino orrendo della giornata, con palla che fa pluf a cinque metri di distanza (si raccomanda di non superare il tee delle donne nel contempo, così da dover pagare una bevuta);
  • rifare il teeshot assicurandosi di andare lunghi e agganciati nel laghetto dietro al green;
  • flappare il quinto colpo droppato dal laghetto, finendo in bunker;
  • fare non più di tre metri (totali, mi raccomando) con due colpi consecutivi dalla sabbia;
  • per salvare la faccia di fronte al gruppo irridente, immaginarsi di essere un caterpillar e tirare un colpo modello “te la do io la benna”, assicurandosi di spizzare la palla e vederla rotolare per venti metri di green fino a cascare, lenta e inesorabile, nel laghetto di fronte;
  • di qui è tutta discesa, un banale approccio come decimo colpo e due putt canonici garantiranno ampie dosi di ilarità e sfottò per i secoli a venire.

Una volta assommati dodici colpi in questo modo, il resto è banale: in fondo si tratta solo di fare un par cinque in otto colpi. Ma anche qui c’è modo e modo. Se si vuole fare schifo con stile, una buona possibilità è arrivare in tre colpi nel bunker lato green, e quindi mettercene altrettanti per uscire. Si sa di avere raggiunto l’obiettivo quando ci si guarda indietro e sembra che nel bunker ci abbiano appena fatto le sabbiature John Daly e Giuliano Ferrara. E, mi raccomando, mai meno di due putt.

Seguendo queste semplici istruzioni, accompagnandole con peperoni e salame piccante a cena, gli incubi sono garantiti. Probabilmente anche con semolino e tisana.

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1 thought on “Medal maledetta…”

  1. Grandiosa radiocronaca .
    FOrse il campo ti ha voluto punire perchè avevi giocato troppo bene fino alla 17 :-)

    Cmq non ti preoccupare io sul tee della 3 di un altro campo dopo bogey e birdie faccio il tee shot la palla sorvola ad altezza 10 cm il tee delle donne e finisce in un fosso seganto come ostacolo d’acqua.
    Il fosso era asciutto e naturalmente lo sborone che c’è in ogni golfista che si rispetti decide di giocare la palla cos’ì com’è.
    Dopo il terzo tentativo e la palla che si muoveva a saltelli di non più di 5/10 cm mi fermo un attimo ragiono e penso droppo , non droppo ? NON DROPPO e allora dopo altri tre tentativi alzo la palla tra le risa del mio amico luigi che giocava con me.
    Il bello del golf è giocare con gli amici così ci si prende in giro.

    Ciao

    wolly

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