Dan Brown – Il codice da Vinci

Alcune cose non si possono evitare. Il Colosseo a Roma, il pollo alle mandorle al ristorante cinese, il blackjack a Las Vegas e il libro del momento (come sostenere una conversazione senza parlare del libro di Dan Brown o di Harry Potter?).

Nulla da dire sul libro, è ben scritto e avvincente quanto basta, tanto da essere letto in tre ore e mezza di un sabato mattina: resta però l’impressione di un romanzo fast food, i cui ingredienti principali sono protagonisti improbabili e un intreccio fatto di misteri che, per chi conosce un minimo dell’argomento e ha fatto un po’ di esercizio con la pagina della sfinge e i cruciverba di Bartezzaghi, si risolvono un po’ da soli. Non serve un capitolo per ricordare che Leonardo scriveva da destra a sinistra: se sei uno dei massimi esperti di simbologia e di Leonardo, ci fai un po’ la figura del fesso.

Non vado oltre per non rovinare la sorpresa a chi non lo avesse ancora letto, ma tanto per capirci Dan Brown è sul piano di un Grisham o di Cussler, e va preso per quello che è: un buon libro da ombrellone.

Joe R. Lansdale – Atto d’amore

Beh, andava letto. Il primo libro pubblicato da Lansdale non è certamente all’altezza del Mambo degli Orsi o della Notte del Drive-in, ma andava letto. Sembra, con i dovuti distinguo, di leggere un tema del liceo: la stoffa c’è e si vede, ma la conclusione è banalotta e la storia un po’ troppo gratuita: però il ritmo, l’umorismo e i cazzotti allo stomaco del lettore ci sono tutti, anche se in erba.

Bellino, ma da non consigliare come primo libro per chi volesse provare a leggere il Joe R. texano (attenzione: provoca assuefazione).

TV de noantri

No, dico… dopo avere visto, rivisto e stravisto CSI (Fox non è il massimo quanto a varietà dei programmi), la fiction di Canale 5 sul RIS di Parma è davvero ai limiti del patetico. Al di là del fatto che Ugo Dighero, bravissimo, per carità, non è credibile (da un momento all’altro ci si aspetta che si giri urlando “mi hai mica chiamato Sandro?”), il parallelo è sconfortante: CSI ha delle simulazioni al computer che farebbero impallidire la Pixar, i nostri carabinieri simulano un incidente spingendo le macchinine su un plastico. E vogliamo parlare di Gil Grissom che ha la passione dei rollercoaster ipertecnologici mentre i nostri si rilassano con i calcinculo da fiera? A quando la versione nostrana di Ally McBeal con Nadia Rinaldi nei panni dell’avvocatessa glamour? O, in alternativa, si potrebbe proporre un remake di Friends con il cast del Bagaglino al completo.

Un minimo di dignità, che diamine…

Cronologia della sfiga

  • 11/12/2004: mi vengono rubati i bastoni da golf
  • 19/12/2004: il campo da golf chiude un mese(!) per ferie
  • 20/12/2004: arrivano i nuovi bastoni
  • 21/12/2004 – 17/1/2005: si contano i giorni che mancano alla prova dei bastoni nuovi
  • 18/1/2005: riapre il campo
  • 18/1/2005: nevica

Non è solo che ci vede benissimo. La sfiga centrerebbe da Milano un pisello in volo a Mach 2 sul lungomare di Riccione. Di notte. Con la nebbia.

John Fante – La confraternita dell’uva

Un libro tanto bello che fa incazzare. Per non averlo letto prima. E dire che pensavo di avere svuotato lo scaffale a suo tempo, ma non si sa come questo mi era sfuggito: non c’è solo Bandini a questo mondo. Ed è bello scoprirlo. Per fortuna che c’è una moglie che ci pensa: quando si va in libreria io giro per ore e non trovo nulla, poi a casa attingo a piene mani dai titoli altrui. Si, sono pigro, ma d’altra parte c’è chi sceglie meglio di me…

La prefazione di Capossela è la ciliegina su una gran bella torta. Nella mia somma ignoranza non sapevo che da questo libro fosse nata l’ispirazione per uno dei pezzi più belli dello stralunato Vinicio (Accolita di Rancorosi), ma fa uno strano effetto capire alla fine chi sia quello Joe Zarlingo che fa le carte.

Fa anche specie vedere come possono passare oceani e generazioni, ma intanto noi italiani siamo sempre mammoni (e spesso anche mammacchioni). Magari a modo nostro, ma mammoni. Altamente consigliato, e in qualche modo catartico.

P.S: parlando di Capossela, sul sito di Radio tre c’è questa chicca molto interessante e quasi ipnotica. Continuo a preferire il Vinicio canterino, ma anche il Capossela scrittore (e soprattutto lettore) non è per niente male.

Giuseppe Genna – Nel nome di Ishmael

Il primo libro del 2005 è un regalo di Natale di mia cognata, che già l’anno scorso mi ha fatto scoprire Joe R. Lansdale, cosa di cui mi dimentico sempre di ringraziarla abbastanza.

“Nel nome di Ishmael” è il classico libro con un intreccio intrigante e inquietante, del genere che ti fa pensare a quanto noi poveri mortali possiamo conoscere solo una frazione minima di come vanno le cose a questo mondo. L’idea è buona e verso la fine il racconto si fa avvincente (come capire se un libro è avvincente? Una buona metrica per me è considerare i luoghi e i momenti in cui lo si legge: in questo caso ho letto alcune pagine mentre mi lavavo i denti… e garantisco che non è la posizione più comoda cui pensare, ma d’altra parte io sono abituato a leggere più o meno ovunque).

La prima parte è invece piuttosto lenta, e molti brani rasentano l’irritante: capisco la ricerca estetica, capisco la scelta delle parole, capisco tutto ma mi permetto di dubitare che a trentadue anni ci si possano permettere frasi come “il giorno ha due metà, come la mente: una è bianca, l’altra è segreta, perciò è buia. Durante la metà bianca del giorno la fatica rodeva Lopez in chiaro”. Discutibile anche la scelta delle microcitazioni letterarie a inizio capitolo: dopo i Sepolcri di Foscolo, è dura digerirne altre senza che il pensiero corra al termine “spocchia”.

Comunque, un bel libro: i dubbi che mi ha lasciato meritano al di la’ di tutto una prova d’appello alla prossima visita in libreria (rigorosamente Feltrinelli, possibilmente quella di piazza Duomo).

Come non promuovere il golf…

Diciamo che avevo una scusa buona… chi, avendo appena ricevuto i nuovi bastoni e avendo un giorno di ferie, riuscirebbe a resistere e a non andarli a provare? Si, è vero che era la vigilia di Natale, ma in fondo ogni giorno è buono per giocare a golf, no?

No.

24 dicembre 2004. Campo di Lainate. -3 secco per tutto il giorno. Green chiusi per ghiaccio, bandiere provvisorie sul fairway. Per fortuna, almeno, le palline non potevano andare in acqua. Si fermavano sul ghiaccio… devo comprare un peschino da cinque metri.

Pallinaggio sul ghiaccio...

D’altra parte il campo di Lainate non è che sia proprio quel panorama bucolico immerso nella natura di Arcadia. E il tempo non aiuta:

Desolazione e freddo!

(quello nel circoletto sono io) Ma tutto sommato si sa che i golfisti sopportano questo ed altro. Il problema è se questa splendida giornata arriva quando, dopo mesi di lavoro ai fianchi la moglie ti dice che tutto sommato potrebbe anche provare, ti accompagna e, anche per non schiattare del tutto dal freddo, commemora l’impresa con le opportune fotografie a imperitura memoria… vista la giornata mi sa che più che al golf avrei dovuto convincerla a darsi al grog.

Nuova sacca

Inauguriamo la categoria dei post golfistici con una foto dei nuovi bimbi, arrivati da poco direttamente da oltreoceano:

Nuovi bastoni

Gli arnesi arrivano dritti dritti da Gigagolf, un produttore americano di cloni: dopo un po’ di indagini mi sono lasciato convincere da chi afferma che in un bastone da golf quello che conta davvero è lo shaft e che comprando roba di marca si pagano soprattutto spese di marketing. Soprattutto quello che mi ha convinto è notare come al mio livello di canite non c’è quella gran differenza tra un callaway di ultima generazione e un manico di scopa legato a un sasso.

La prova sul campo (Lainate e Tolcinasco) ha confermato le impressioni di cui sopra: i nuovi bimbi si comportano bene se non meglio dei vecchi TaylorMade RAC HT (una prece per loro e una maledizione stile Alex Drastico al ladro che me li ha rubati), nel senso che le palle vanno come al solito un po’ di qua, un po’ di la’ e, ogni tanto, dritte e lunghe. Di nuovo da segnalare c’è giusto che avere i legni 5 e 7 in sacca sta da un lato facendo una bella differenza sui secondi colpi, ma dall’altro mi sta disabituando all’uso dei ferri lunghi… che non è una bella cosa.

Devo ancora capire, invece, se il putt mi piace o no: al momento stiamo ancora litigando, anche se qualche soddisfazione non è mancata. Sicuramente però il mio vecchio Mizuno in grafite, leggero come una piuma, mi mancherà da impazzire (e non lo sto trovando in giro).

Ovviamente, peraltro, i bastoni sono arrivati nel giorno preciso in cui il mio campo pratica ha deciso di chiudere per delle ferie natalizie che a momenti arrivano a Pasqua: al di la’ di qualche sporadica uscita in campo mi toccherà aspettare il 17 di gennaio per fare un po’ di prove serie. Mannaggia.

Nuovo anno, nuovi propositi, nuovo blog

Con questo post annuncio solennemente il mio ingresso nella blogopalla. Ero già un utente slandrone della “blogosphere”, con una media di post all’anno che ricordava quella di matematica del primo quadrimestre (nel secondo passavo al primo banco, facevo gli occhioni alla prof e in qualche modo la sfangavo), ma questo è il primo ingresso nel fantastico mondo dell’italico blog.

Brevi istruzioni per l’uso, a volte ve ne importasse qualcosa: qui si troveranno post in inglese e in italiano. Quelli in inglese riguarderanno la mia vita “professionale” (si parlerà di Open Source, di programmazione, di progetti e di lavoro in genere, con qualche sporadico saracco), mentre mi riserverò l’italiano per ragionare di minuzie e varie amenità. O forse no: non sono così bravo a rispettare le regole, facciamo che vediamo come gira e poi si tirano le somme. Comunque, per chi mi volesse fare l’onere di includermi in un aggregatore, se la mistura di inglese e italiano non crea particolari scompensi ci si può sottoscrivere a questa URL. Gli autarchici, invece, possono accomodarsi qui.

Proposito del nuovo anno: dopo avere tenuto un blog per quasi due anni con un numero ridicolo di post, nel 2005 mi riprometto di scrivere almeno un centinaio di note. Se non dovessi riuscirci, chiunque se ne dovesse ricordare in mia presenza avrà il caffé pagato.

0wn3d entry…

The author does not take any responsability for the following content… but thanks so much Corrado (even for the stolen ball)! Going for the cake now…

Come tutti coloro che seguono questo blog ben sapranno, g. ha deciso di smettere di fumare e di iniziare a giocare a golf, passando dalla disprezzata categoria dei fumatori a quella irrisa dei golfisti (e non si sa se nel cambio ci abbia guadagnato…

Comunque, stamane è sceso in campo con l’amico suo Corrado, al le Rovedine e ha giocato le prime nove buche da adulto (l’esperienza precedente risaliva a una vacanza in Malesia, come Sandokan, a quattordici o quindici anni…

Nonostante l’evidente difficoltà nell’astenersi dal prenderlo in giro, bisogna riconoscere che g. è bravissimissimo, come dimostra il punteggio ottenuto, ma è anche molto molto timido e modesto, e quindi non voleva che questa cosa si sapesse…

Fortuna volle che passassi di qui, con tanto di macchina fotografica, per immortalare l’impresa, ovvero la palla da golf con cui ha segnato (si dirà segnato? non è mica un goal… btw, pare che il milan abbia vinto il campionato, è pieno di cinghiali strombazzanti) il primo par… tirata a lucido e marcata come un bovino…